A2 F Play Off – Css Verona, prima sfida contro l’Acquachiara

Dusi, Lonardi, Nicolis

Mancano poche ore a gara 1 di semifinale playoff tra Css e Acquachiara Napoli (domani sera alle Piscine Monte Bianco, ore 21.15) e l’attesa in casa veronese è alle stelle. La cavalcata durata diciotto giornate è giunta ormai al dolce epilogo, quello in cui la formazione biancazzurra si giocherà le proprie chance per salire di categoria.

I playoff vedono al via sei squadre, cioè le tre migliori dei due gironi di serie A2. Le prime dei rispettivi gironi, Como Nuoto (Nord) e Vela Nuoto Ancona (Sud), attendono in finale le vincenti delle semifinali incrociate. Le lariane se la vedranno contro F&D H2O Velletri oppure Rari Nantes Bologna, mentre le marchigiane attendono una tra Css e Acquachiara Napoli.

Prima del match, che per il club di San Michele Extra è storico come per tutta la pallanuoto femminile veronese, abbiamo sentito tre giovanissime della squadra di Giovanni Zaccaria, il centroboa Ilaria Lonardi e le attaccanti Rita Nicolis e Ludovica Dusi.

Le parole di Rita, classe 1999, esprimono bene l’importanza del momento in casa Css: «Nessuna di noi a inizio campionato si aspettava un posizionamento così alto in classifica, tanto che si parlava di noi come di una “sorpresa”. Partita dopo partita abbiamo dimostrato che potevamo davvero aspirare a buoni risultati anche contro squadre che potevano essere più favorite di noi».

Continua l’attaccante, arrivata quest’anno alla corte di Zaccaria: «Ho intuito che potevamo davvero raggiungere i playoff con la vittoria in casa del Como. È stata una partita vinta con carattere e personalità perché non era né scontato né facile».

A gettare lo sguardo su quello che attende la Css è la compagna di ruolo Ludovica, anno 2002, per la quale «con l’Acquachiara saranno tre durissime battaglie, dal primo all’ultimo secondo. Fin dal riscaldamento scenderanno in acqua ragazze determinate e con un unico obiettivo, da entrambe le parti. Tutte daranno tutto quello che avranno da dare».

«Sono più che convinta – continua Dusi – che la mia squadra si batterà fino alla fine perché abbiamo tutte le carte in regola per farcela. Arrivate qui non dobbiamo però farci sopraffare dall’entusiasmo oppure dall’ansia perché potrebbero farci perdere la testa e mandarci sulla strada sbagliata. Essendo entrambe le squadre buone tatticamente, la vincitrice sarà quella che perderà la testa per ultima. Perché si, la pallanuoto, contrariamente a ciò che sembra, non è solo nuoto e botte, è anche un gran gioco di testa e concentrazione».

Ilaria, nata nel 2001, sta per concludere una stagione passata su due sponde, quella della pallanuoto con la A2 e quella con il sincro a bordo vasca. Mesi intensi per lei, che però non si è trovata mai sola in un organico numeroso come mai nelle ultime stagioni: «Fortunatamente sono riuscita a far combaciare le cose grazie al fatto che gli allenamenti non sono negli stessi orari, ma soprattutto  grazie all’organizzazione tra i due sport e gli impegni scolastici. Le ragazze e il mister mi hanno aiutata dandomi consigli in ogni e occasione e spronandomi a fare sempre meglio. Adesso penso di essere più consapevole della mia posizione in acqua ed ho imparato a muovermi meglio».

Una condizione, quella di giovane della squadra, che condivide con le due compagne. «Mi sono trovata in una vera squadra – le parole di Ludovica – in cui tutte sono pronte ad aiutarti in qualsisi difficoltà in acqua, in spogliatoio o anche al di fuori. Giocare in prima squadra è sempre stato il mio sogno fin da bambina e sta diventando pian pianino realtà: ho avuto l’opportunità di giocare al massimo 5 minuti, ma credo che siano stati i più intensi di sempre, in cui ho cercato di dare il massimo, di fare ciò che avevo imparato e mi sono trovata circondata da altre sei ragazze ormai donne, pronte a sostenermi e a darmi consigli». Chiude Rita: «Questa stagione è stata piena di nuove esperienze e sono state tutte positive. Mi sono ambientata subito, con ritmi di allenamento diversi a quelli a cui ero abituata e anche a una categoria più impegnativa. Siamo davvero un bel gruppo, molto affiatato e unito e questo ci ha permesso di raggiungere i risultati che abbiamo ottenuto durante tutto l’anno».

 

Css Verona

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