Come si costruisce un giocatore anconetano


Vela Nuoto Ancona, una fucina di giocatori e aspiranti tali, dagli under 11 fino agli under 17, anche declinati al femminile, per puntare dritti alla convocazione in prima squadra, A1 femminile – confermata pochi giorni fa dal consiglio sociale l’iscrizione al massimo campionato – e A2 maschile. Si parte dal basso, dall’acquaticità, dal divertimento, dal gioco, che poi si trasformano in passione, in desiderio costante di pallanuoto, fino a diventare un impegno di cui non si può fare a meno. La Vela Ancona ha un settore di pallanuoto giovanile strutturato e organizzato, che comincia con la scuola nuoto e poi si articola in un percorso di crescita che porta i piccoli sportivi ad acquisire tutti quei fondamentali indispensabili al giocatore, senza mai perdere di vista il divertimento. Ne parla Riccardo Pieroni, ventiquattrenne giocatore della prima squadra e tecnico della scuola pallanuoto e dell’under 13 (squadra nella foto insieme a Pieroni e a Gabriele Simo, preparatore atletico).
Pieroni, come arrivano i bambini, come li scegliete?
“Il percorso è strutturato partendo dalla scuola nuoto. I bambini vengono costantemente seguiti dai responsabili della scuola nuoto che valutano costantemente i loro progressi e poi presentano loro la possibilità delle diverse discipline. Come pallanuoto si parte da un gruppo di pre-propaganda che è un avviamento all’agonismo. Iniziamo a prendere i bambini all’età circa di 9 anni, fino agli 11. Direttamente alla pallanuoto possono arrivare solo se sono già motivati verso questa scelta e se hanno già capacità acquatiche sufficienti, oppure quando arrivano in età un po più avanzata rispetto ai bambini di 9 anni”.
Cosa curate principalmente?
“All’inizio curiamo soprattutto il concetto di far star bene il bambino in acqua. Creiamo esperienze che lo aiutino e lo supportino in questo. Un punto di partenza per poi lavorare su aspetti specifici successivi. Acquaticità, ma anche tecnica, per migliorare la nuotata, e poi quando abbiamo i presupposti giusti iniziamo a giocare con la palla. Inserendo gradualmente cose in più per iniziare a giocare, partendo dal contatto fisico con l’avversario, dal rapporto con i compagni. Da lì comincia il percorso più specifico della pallanuoto”.
Qual è l’obiettivo?
“A undici anni è quello di prendere il bambino e creare un potenziale atleta. Perché non tutti i bambini senza la giusta preparazione possono diventare atleti. Scelte pedagogiche, esercizi, un po’ di competizione, perché oggi è difficile trovare bambini-atleti. Se prima il gioco e l’agonismo erano quasi un must, adesso talvolta è difficile riscontrarli. A tredici anni inizia la vera pallanuoto, quindi c’è anche uno sviluppo fisico maggiore: con Gabriele Simo facciamo anche lavori specifici con particolare attenzione e molto studio: il bambino man mano che cresce deve anche modificare il suo fisico, non può migliorare solo l’aspetto tecnico. Lavoriamo in palestra con micro carichi e li teniamo sempre sotto controllo. L’obiettivo è di creare progressivamente un giocatore per la prima squadra. L’under 13 è la porta di ingresso all’agonismo vero e proprio”.
Chi coordina le attività delle giovanili e come vi organizzate?
“Igor Pace, presidente e allenatore della prima squadra, è la figura cui ci rapportiamo sempre. Poi ci coordiniamo tra di noi tecnici, Igor compreso. A settembre ci mettiamo intorno a un tavolo, vediamo la base di partenza e decidiamo il lavoro da svolgere. Non tutti i gruppi sono uguali”.
Sei anche un giocatore di pallanuoto della prima squadra: cosa consigli ai più giovani che si avvicinano a questo sport?
“Ai più giovani consiglio di prendere tutti gli allenamenti con il massimo divertimento possibile, senza divertimento non puoi fare sport, ma neanche nessun altra attività, perché poi subentra la noia. Poi crescendo il consiglio è extra-pallanuotistico, cioè di non stabilire priorità. Appena metti priorità a qualcosa ne togli ad altro. Noi ragazzi della prima squadra non abbiamo messo priorità a nulla, non c’è priorità della pallanuoto rispetto alla scuola o viceversa, solo così abbiamo trovato il giusto equilibrio tra pallanuoto e altri impegni. E poi consiglio sempre il massimo impegno, di essere sempre presenti agli allenamenti, questo è basilare”.

Foto: l’under 13 maschile della Vela Ancona con Riccardo Pieroni e Gabriele Simo

 

Ufficio stampa Vela Nuoto Ancona

Giuseppe Poli

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