A1 M – La Pro Recco batte un Brescia mai domo

Sandro Sukno Recco - Brescia

Commento Pro Recco

Combattuta, sofferta, vinta: la Pro Recco sfodera gli artigli per battere un Brescia mai domo, ad Albaro finisce 11-9 una gara molto fisica e intensa. 

Squadre accompagnate dai bambini dell'Academy, con la novità dell'Aquatica Torino new entry nel progetto biancoceleste. Prima del fischio d'inizio il doveroso ricordo a Gianni Carbone dell'Amministrazione comunale di Recco e della Società, con il presidente Maurizio Felugo e il vice Eraldo Pizzo a bordo vasca per consegnare la targa alla famiglia con "infinita gratitudine per l'operato di Gianni". Gradinate stracolme e tribuna vip con il ct del Settebello Alessandro Campagna, il campione dei pesi massimi leggeri Fabio Turchi e il settore giovanile della Sampdoria. 

La Pro Recco deve fare a meno del suo capitano, Stefano Tempesti, bloccato nel pomeriggio da un virus intestinale: in porta gioca Volarevic. Il numero uno biancoceleste è il primo a raccogliere la palla dalla rete: il tiro di Ubovic a metà tempo lo buca e porta in vantaggio i lombardi. Risponde Echenique, un minuto e mezzo più tardi, infilando Del Lungo sul palo corto. Figlioli sigla il sorpasso a 65 secondi dal termine del primo quarto con un bolide imprendibile. 

Si riparte e dopo due minuti il Brescia pareggia i conti con Christian Presciutti. La Pro Recco sfrutta la terza superiorità con un giro palla che libera Mandic. Gli uomini di Bovo fanno meglio e alla prima situazione con l'uomo in più agguantano il pari con Randelovic. La bilancia torna a pendere dalla parte biancoceleste grazie a Di Somma (uomo in più) che scaglia un diagonale all'incrocio dei pali. Si risponde colpo su colpo e allora ecco spuntare Bertoli, al centro, per il 4-4 di metà gara. 

Si cambia campo e Paskovic ribalta ancora tutto con un alzo e tiro, deviato, che inganna Volarevic. Momento difficile per la Pro Recco: ci pensa il capitano di giornata, Figlioli, ad armare il destro per il 5-5. Albaro spinge i biancocelesti e Echenique batte Del Lungo con un diagonale fantastico: lo spagnolo alza il pugno al cielo, i ragazzi di mister Vujasinovic sono di nuovo avanti. I biancocelesti vanno sul +2 a 36 secondi dalla fine del terzo tempo con Ivovic (uomo in più) bravo a trovare il pertugio tra una selva di braccia. Ultimi otto minuti da vivere tutti d'un fiato. Nora con l'uomo in più accorcia le distanze dopo appena 35 secondi. Sukno sbatte sul palo, Volarevic salva su Ubovic in due occasioni. Ci prova ancora Sukno, questa volta con più fortuna: la superiorità Pro Recco viene sfruttata e il tabellone segna 8-6. I lombardi, però, non mollano e l'incursione di Muslim in superiorità rimette in bilico la gara. Ci pensa ancora il numero 7 croato in calottina bianca, con l'uomo in più, a freddare Del Lungo con finte e controfinte. Gara senza un attimo di respiro con i gol in sequenza di Christian Presciutti e Sukno, entrambi con uomo in più. Mandic a uno e mezzo dal termine mette in ghiaccio la partita per il +3 in favore della capolista. L'ultima rete di Nicholas Presciutti, a sei secondi dal termine, serve solo per le statistiche. La Pro Recco allunga in vetta.

"È stata una battaglia – osserva mister Vujasinovic -. Mi è piaciuta la squadra, abbiamo lottato fino alla fine. Eravamo un po' bloccati nei primi due tempi, forse per l'importanza della gara, poi ci siamo sbloccati in attacco e quella forse è stata la chiave della partita. Adesso dovremo continuare ad allenarci bene, perché c'è ancora da migliorare per arrivare a marzo pronti per la finale di Coppa Italia".

"La nostra superiorità non si è vista più di tanto in questa gara – ammette Francesco Di Fulvio – una partita molto fisica, importante ma non fondamentale. Non siamo al top della forma dopo la lunga pausa natalizia e il Brescia è un'ottima squadra: queste serate fanno bene alla pallanuoto".

 

Ufficio Stampa Pro Recco


Commento AN Brescia

Dopo la fatica, e la rabbia, di coppa, un’An Brescia intraprendente e battagliera si fa onore in casa della Pro Recco: ad Albaro, nella dodicesima giornata di campionato, finisce 11 a 9 (2-1, 2-3, 3-1, 4-4, i parziali) per la formazione ligure, ma il sette bresciano esce dall’acqua a testa (decisamente) alta. Una prestazione di personalità, voglia di provarci e di lottare su ogni pallone, consente all’An di tenere la sfida sempre aperta, e solo gli effetti della fatica accumulata in una settimana veramente intensa (da martedì a giovedì, la trasferta a Budapest per il turno di Champions, oggi la visita ai campioni d’Italia) permettono ai padroni casa di allungare in modo decisivo negli ultimi tre minuti di partita.

Ma, da parte dei ragazzi di Sandro Bovo, non è stata solo una performance di grande carattere: qualità di soluzioni in fase offensiva come in copertura, si sono aggiunte a creare grossi grattacapi alla squadra più attrezzata al mondo e a rendere il match equilibrato.

«L’incontro contava poco – commenta il tecnico Bovo -, in ogni caso abbiamo giocato bene, con ordine e sempre propositivi; nel finale abbiamo pagato un po’ le fatiche di questa settimana ed è emersa qualche distrazione e perdita di lucidità sotto porta. Complessivamente, lo ripeto, è stata una buona prova, dopo un match duro, e finito con una grossa arrabbiatura, come quello di mercoledì, i ragazzi, oggi, c’hanno messo cuore e testa, vendendo molto cara la pelle, e di questo non posso che essere contento. Comunque dobbiamo crescere ancora, c’è ancora tanto da lavorare».

 

Ufficio Stampa AN Brescia

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