A1 M – Pro Recco: Pietro Figlioli è il secondo acquisto biancoceleste

Potenza, personalità e dinamismo al servizio di Ratko Rudic: è Pietro Figlioli il secondo acquisto della Pro Recco. Un super colpo firmato dal presidente Maurizio Felugo, un ritorno che scalda il cuore perché il capitano del Settebello ha giocato in biancoceleste per nove anni, nel 2006/2007 e dal 2009 al 2017.
Due stagioni in Lombardia, prima alla Sport Management e poi al Brescia, adesso è tempo di scrivere nuovi capitoli con la calottina dei campioni d’Italia.

“Recco mi è mancata, la mentalità vincente presente in questa società è unica: ho provato sulla mia pelle quanto sia complicato batterla – le prime parole di Figlioli -. Sono davvero contento di ritornare, di ritrovare la mia quotidianità. Darò il massimo e metterò le mie qualità al servizio della squadra: ho ancora tanta voglia di vincere, penso di averlo dimostrato nelle ultime due stagioni mettendo in difficoltà la Pro Recco da avversario. Dall’esterno, pur essendo molto concentrato su quanto avveniva in casa mia, ho percepito un club che è cresciuto ulteriormente, sia a livello di immagine sia mediaticamente, e questo è un aspetto molto positivo che fa solo il bene del nostro sport. Ringrazio la dirigenza e il patron Volpi, una persona speciale che ha creduto in me fin da ragazzo, permette ai giocatori di esprimersi nelle migliori condizioni e sta facendo tantissimo per la pallanuoto e i giovani del territorio”.

Trentacinque anni compiuti a maggio, ma a vederlo giocare il numero 4 nato a Rio de Janeiro sembra il Benjamin Button di David Fincher: “Alla mia età spero ancora di imparare tantissimo e penso che Rudic sia l’allenatore giusto per farmi dare quel qualcosa in più, il suo palmarès parla da solo; credo che avremo un’ottima intesa perché condividiamo gli stessi principi di lavoro e dedicheremo tutte le nostre energie al progetto Pro Recco”.

Secondo miglior marcatore dell’ultimo campionato con 67 gol, dietro ad un altro neo biancoceleste, Stefano Luongo, il capitano del Settebello sarà impegnato nella missione di riportare la Champions League in Liguria: “Stiamo parlando di una competizione le cui partite si decidono negli ultimi 20 secondi, un gol fa la differenza e nulla è dovuto o scontato. Dovremo essere bravi a costruire una squadra, a sacrificarci l’uno per l’altro, tutti i giorni, per creare un gruppo, una famiglia, dentro e fuori dall’acqua. Questa secondo me può essere la chiave per la vittoria”.
A differenza delle sue stagioni a Recco, nello spogliatoio mancherà la figura di Stefano Tempesti: “Sarà strano non averlo con noi, ma l’ho visto felice a Siracusa e sono contento per lui. Ha trovato nuovi stimoli per raggiungere il suo sogno, è convinto e gli auguro il meglio”.

Strade che potrebbero incrociarsi in Nazionale, a Tokyo. Il presente, intanto, si chiama Gwangju, perché a metà luglio cominciano i mondiali in Corea del Sud: “Con le nuove regole è difficile collocarci in una ipotetica griglia di partenza. È una incognita, ma noi siamo una formazione molto intelligente tatticamente, dinamica, esplosiva e reattiva; penso che le modifiche entrate in vigore rappresentino per noi un vantaggio. Poi certo, bisognerà capire il metro di arbitraggio e come ogni nazionale interpreterà il nuovo gioco. Questa Italia è un team unito e forte, stiamo lavorando bene e, come dicevo qualche giorno fa ad Amedeo Pomilio, vice di Campagna, sarà difficile in futuro ritrovare un gruppo di atleti che lavori con questa intensità, mentalità e dedizione”.

Ligure di adozione, perché oltre ai nove anni a Recco, Figlioli ha giocato per due stagioni a Chiavari e per altrettante a Sori, il suo ritorno in biancoceleste è salutato con soddisfazione dal presidente Maurizio Felugo: “Rivedere Pietro con la nostra calottina mi rende felice, è un atleta straordinario che con Ratko valorizzerà ancor di più le sue qualità. Gli diamo il bentornato con la convinzione che il suo esempio e le sue motivazioni saranno un valore aggiunto per tutta la squadra”.

 

Ufficio Stampa Pro Recco

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