C M – Athlon Roma, riflessioni di fine campionato del tecnico Lorenzo Cherubini – (la replica del Sig. Cimini)

RIFLESSIONI DI FINE CAMPIONATO DI LORENZO CHERUBINI, TECNICO DELL’ATHLON ROMA

Siamo arrivati alla fine della stagione, lunga, esaltante e piena di sorprese. Una stagione che ci lascia l’amaro in bocca per come è finita, ad un passo dalla serie B, ma che non può far altro che lasciarmi un sorriso quando ripenso a quali erano gli obbiettivi di inizio anno. Eh si, perchè l’obbiettivo societario era una salvezza tranquilla, vista l’età media della squadra, 19 anni, del tecnico (26) e del suo assistente (19). Sei grandissimi senatori, nati tra il 1996 e il 1998, a trascinare il gruppo in ogni allenamento. Ed è proprio in allenamento che abbiamo trasformato il sogno in realtà, ovvero giocarcela alla pari contro quella che era a detta di tutti la corazzata del campionato. E lo abbiamo fatto, fidatevi se l’abbiamo fatto!
Arrivati a questo punto dovrei procedere con i ringraziamenti di rito, anche se prima desidero dire la mia su alcuni comunicati apparsi nel corso della stagione su quello che reputo uno dei migliori siti di pallanuoto nazionale, quel 1x2pallanuoto che da anni cerca di rendere grande il nostro sport.
Ho notato per tutto l’anno numerose sviste e contraddizioni del Sig. David Cimini, nei comunicati scritti riguardo i risultati della società Libertas Roma Eur (nonostante non figuri comunque come addetto stampa della società), a cui vanno i miei complimenti per la promozione in serie B. Comincio proprio dalla fine, ovvero da quella “carezza” (così definita dal Sig. Cimini) da parte di un mio atleta, aggiungo nel corso dell’azione di gioco, e del mio gesto antisportivo, ovvero richiamare l’attenzione dell’arbitro sull’uscita irregolare dalla vasca, sotto la mia panchina e non dal lato del medico e durante un azione di contropiede, di un atleta della Libertas, descritto come sanguinante e quasi privo di sensi. Così malconcio da rimanere in piscina fino al termine della gara, riuscendo a farsi squalificare al termine del match per mancanza di rispetto verso il direttore di gara (vedi notifica del comitato regionale Lazio del 21/06/2019). Vorrei sapere perchè il Sig. Cimini non scrive nel suo comunicato post vittoria in gara 2 dell’atleta eurino che nel corso della finale lanciava una bottiglietta piena d’acqua contro il settore della tribuna occupato dai bambini della nostra società, mettendone a rischio l’incolumità. Oppure di quando un atleta della società Libertas nel corso della semifinale playoff contro la Roma Waterpolo ha colpito volontariamente al volto l’atleta Di Basilio, provocandone la rottura del labbro, risolta con l’applicazione di quattro punti di sutura (a tal proposito gira un video dell’accaduto nelle chat degli atleti romani di questa categoria). Non sono anche queste tenere carezze? O il Sig. Cimini ha la memoria corta? Infine vorrei sottolineare, sempre al Sig. Cimini, che l’Athlon Roma su 20 atleti impiegati quest’anno nel corso del campionato di serie C, ne vanta ben 14 cresciuti nel proprio vivaio. Se la sua società non è riuscita in questa impresa non vuol dire che le altre non ne siano capaci (vedi comunicato su 1×2 del 31/03/2019). Gli chiedo infine, da lettore, di evitare di dare voti sull’operato dell’arbitro, è di cattivo gusto.
Chiudo, scusandomi per essermi dilungato, facendo i complimenti a tutti i miei ragazzi per avermi aiutato in questa impresa e avermi permesso di sognare. Grazie a “The Voice” e a tutto il pubblico accorso in questi playoff, siete stati bellissimi. Grazie alle nostre giovanili. Grazie alla società, al mio assistente Daniele Bianco, allo staff e a tutte le strutture che ci hanno supportato. Avete reso tutto bellissimo!

Lorenzo Cherubini, tecnico prima squadra Athlon Roma


La replica del Sig. Cimini David:

In merito all’articolo comparso sul suo spettabile sito mi preme puntualizzare alcune questioni che ritengo doverose per consentire una difesa e per dare modo a tutti i lettori di capire cosa realmente è accaduto durante le partite di finale in gara 1 e 2 andate in scena la scorsa settimana.

–         –  L’azione successiva allo scontro diciamo di gioco a cui si  riferisce il Sig.Cherubini, era nelle mani degli atleti dell’Athlon;

–          – L’atleta eurino restava disteso durante il proseguo dell’incontro assistito dal medico della partita che applicava due tamponi nasali nelle narici e forniva il ghiaccio necessario per scongiurare l’eventuale gonfiore;

–          l’articolo del regolamento della pallanuoto citato nei provvedimenti del giudice regionale si rifà all’art.25.1 in quanto lo stesso indica che non viene consentita l’uscita volontaria dal piano vasca se non autorizzato dall’arbitro, il quale purtroppo non si era avveduto per quanto accaduto e di cui non se ne può certamente fare una colpa. L’arbitro pertanto pur in presenza di ferita e perdita di sangue non ha potuto fare altro che applicare il regolamento con la conseguente squalifica ed è bene chiarire che nessuna offesa o altro è stato fatta verso l’arbitro da parte dell’atleta dell’Eur;

–          – la dolce carezza del suo atleta ( tra l’altro recidivo in gara 2) ha provocato la frattura della SPINA NASALE e diverse infrazioni osse. Venti giorni di stop assoluto, il tutto refertato dal pronto soccorso ( se occorre sarò ben lieto di trasmetterlo alla sua attenzione sig.Cherubini) di Tor Vergata con ingresso alle 23.19 e uscita alle 11.39 del giorno successivo dopo due TAC e visita specialistica. Sentitamente ringraziamo;

–          – sulla vicenda della bottiglietta farei attenzione a descrivere i fatti correttamente. Quando non si conoscono i termini della vicenda e rischioso riportare cose non vere e/o riportate peggio, ad ogni buon conto invito il sig.Cherubini a smentire la grave affermazione che l’atleta eurino di cui non cita il nome  fosse lo stesso o coincidesse con quello citato nel fatto precedente;

–          – la porzione di tribuna oggetto del fatto non era occupata dai giovani atleti dell’Athlon ( capisco che voglia rafforzare il suo concetto) che, si trovavano altresì dalla parte opposta, ossia dietro la panchina occupata in quel momento dall’Athlon; quella porzione era occupata da esponenti della società Roma Waterpoolo evidentemente arrabbiati per l’episodio descritto correttamente ( Di Basilio) e intervenuti nelle due finali evidentemente con finalità diverse dal vedere un bel match;

–         –  siamo in democrazia e anche se di cattivo gusto, giudizio opinabile visto che accade in tutte le cronache delle partite pubblicate sul sito 1×2, resta una prerogativa personale nel bene e nel male, certamente posso sbagliare come accade in tutti i campi della vita ma rimane un mio diritto;

–         –  vorrei infine sottolineare la curiosa coincidenza con quanto scritto dalla società Roma Waterpoolo in ambiti precedenti, è evidente una regia comune;

Nel ringraziare il responsabile del sito 1×2 che ha dato voce durante tutto l’anno e anche negli anni precedenti non all’ufficialità ma solo ad un genitore che professa per il proprio figlio sempre e comunque la massima correttezza e lealtà verso l’arbitro, verso gli avversari e in ogni caso verso quello che rimane uno sport dove certamente non è il profitto a farla da padrone e di cui spesso non si capisce l’animosità. Deve rimanere un divertimento per noi ( giusto gioire anche rumorosamente e con passione) e per gli atleti in acqua. Chiudo con una curiosa coincidenza con un opinione scambiata al termine del match con un genitore della squadra avversaria…chi si macchia di certi gesti ( colpi al viso, bottigliette in tribuna o altro) chiunque essi siano non deve essere consentito continuare a giocare…opinione espressa anche all’interno della mia società, al sig.Cherubini infine vorrei che rammentasse la sua provenienza, la scuola Alma di cui vado fiero insegna anche questo, soprattutto questo.

 

Cimini David

 

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