Dopo sei anni la Champions League ritorna in Italia

Più lunga è l’attesa, più grande è la ricompensa. Quella che si prende la Pro Recco ha le sembianze della coppa più luminosa, la più importante e desiderata. Dopo sei anni la Champions League ritorna in Italia, la bacheca di via dei Giustiniani attende di incastonare la nona gemma: a Belgrado i biancocelesti sconfiggono il Ferencvaros detentore del trofeo per 9-6. Lo fanno con una prestazione sontuosa: la squadra allestita dal presidente Felugo e guidata dal tecnico Hernandez entusiasma per il cuore, il ritmo, le giocate, quel senso di appartenenza forgiato dal coach spagnolo nell’arco della stagione.

Pro Recco avanti dopo due minuti e mezzo di gioco con il bolide di Mandic che rompe la porta alla seconda superiorità. Secondo uomo in più che sfrutta subito anche Bicari (1-1) tutto solo al centro. A metà quarto Vigvari sorprende Bijac da posizione 4, ma il vantaggio è annullato da Figlioli che buca Vogel sul palo lungo. Bijac mura una doppia superiorità degli ungheresi, Figlioli da 2 con Mezei nel pozzetto rimette i biancocelesti davanti a 90 secondi dalla sirena, poi Di Fulvio lanciato in porta si fa ipnotizzare da Vogel mancando il +2.
Sessanta secondi del secondo quarto e Vigvari capitalizza la sosta nel pozzetto di Figlioli (3-3). Il numero 3 ungherese finisce nel pozzetto a sua volta e Younger non perdona dall’esterno sinistro. Al quarto minuto di gioco il Ferencvaros pareggia con Vamos, in superiorità. Trenta secondi e dall’altra parte Di Fulvio da 5 non dà scampo a Vogel (5-4); è un vantaggio che dura nulla perché Jaskic, con l’uomo in più, deposita in rete sul secondo palo l’assist di Zalanki del 5-5 prima di essere graziato dall’arbitro per un colpo proibito ad Hallock che meritava l’espulsione. Al riposo lungo la partita è in equilibrio.

Fountoulis finisce la sua partita dopo 30 secondi del terzo tempo ed Echenique non perdona con un tiro deviato da Bicari (6-5). L’altro mancino terribile, quello di Mandic, infiamma la Vlaho Orlic con un gol da favola da posizione 2 che vale il 7-5. Anche Mezei finisce la sua partita, i biancocelesti cestinano due superiorità, ma Bijac respinge il proiettile di Zalanki mentre quello di Echenique si stampa sulla traversa: il punteggio non cambia più fino alla terza sirena.

Pro Recco imprecisa davanti, ma Bijac è monumentale su Vigvari e Mandic da 2 segna il +3 a quattro minuti e mezzo dalla fine. Estasi raggiunta quando Di Fulvio, con Jaksic nel pozzetto, non sbaglia dal secondo palo il 9-5.  A 180 secondi dalla sirena il Ferencvaros accorcia con Bicari letale ai due metri.  Le possibilità di tornare in partita dei magiari si infrangono sul palo di Vamos e sul rigore parato da Bijac al numero 5 quando mancano 40 secondi alla fine. È la Pro Recco la squadra più forte d’Europa!

Mister Hernandez: “Mi è piaciuta l’intensità e la voglia di vincere che abbiamo avuto dal primo minuto. In questa settimana post finali Scudetto abbiamo parlato molto e cambiato l’atteggiamento, siamo tornati umili e la reazione è stata da grande squadra. Ai ragazzi in riunione ho detto che avrebbe vinto chi sapeva soffrire di più. Non è una rivincita, per me è un piacere essere allenatore della Pro Recco. C’è solo felicità in me oggi”.
Ivovic: “Una partita meravigliosa, stavamo meglio anche fisicamente, forse è stato anche merito del Brescia che ieri li ha stancati. È stato un peccato non avere una finale tutta italiana. Una gara perfetta per noi stasera, soprattutto con l’uomo in meno. Questa è la caratteristica di chi vuole vincere.  In questi giorni ci siamo parlati, ci siamo detti che non potevamo aver dimenticato di giocare. Così è stato, siamo andati in crescendo in questa Final Eight. È un onore per me essere capitano di questo gruppo”.

Mandic è stato nominato miglior giocatore del torneo.

 

Foto Credit: Slobodan Sandic

Ufficio Stampa Pro Recco

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