Mirko Prandini due anni di Bogliasco

Due anni fa, proprio di questi tempi, Mirko Prandini salvava una delle storiche piazze della pallanuoto italiana dal fallimento e dall’oblio al quale sembrava destinata.
Ventiquattro mesi dopo Bogliasco non solo è ancora viva ma rimane una delle realtà più solide e vincenti dell’acqua clorata nazionale. Merito di una gestione oculata e di una passione che non è mai venuta meno in nessuna delle componenti umane che la compongono.

Alla vigilia dell’inizio dei due tornei di Serie A1, che ancora una volta vedranno il Bogliasco Bene ai nastri di partenza sia a livello femminile che maschile, il presidente levantino parla a ruota libera di ciò che si aspetta da questa nuova annata: “Innanzitutto sono contento di essere riuscito a mantenere anche per questa stagione la politica del cosiddetto chilometro zero. Tra i ragazzi il giocatore che vive più lontano arriva da Recco mentre gli altri sono tutti residenti nel raggio di pochi chilometri. Abbiamo sostanzialmente mantenuto l’ossatura della passata stagione facendo giusto due cambi per necessità contingenti ma andando comunque ad inserire due ragazzi che già ben conoscono il nostro ambiente come Mario Guidi e Roberto Ravina”.

Il vero cambiamento lo si è però avuto in panchina, con l’avvicendamento tra i due Daniele con Bettini che ha lasciato spazio a Magalotti: “Ringrazio Bettini per tutto quanto di buono ha fatto per noi in questi anni ed è stato davvero tanto – prosegue Prandini – Lo ringrazio anche per l’onestà che ha avuto nel comunicarmi la sua intenzione di continuare ad allenare e sono contento che lo possa fare in una piazza importante come Trieste. Separarsi non è stato semplice ma credo che dopo tanto tempo fosse giunto il momento di cambiare per il bene suo e nostro. Sono contento e soddisfatto che a raccoglierne l’eredità sia una persona seria e preparata come Magalotti. Uno che ho avuto l’onore di vedere giocare e che mi ha subito fatto un’ottima impressione come uomo e come tecnico. Sono convinto che abbia tutte le carte in regola per far bene”.

 

Bogliasco 1951

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